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martedì 26 dicembre 2017

ORFANA

Apro una pagina a caso del diario e la finestra si apre su un cortile dove gatti innamorati si chiamavano a gran voce ,era piccina ,era felice ,non capiva che le arpie volavano intorno in attesa .Non vedeva la mamma da tanto tempo e i ricordi forse li aveva cancellati .Mamma di cartone ,così la chiamavano la zia che l'accudiva in quel periodo zia Nella ,un passato sconosciuto  almeno alla piccola e solo il senso dei soldi legavano quella donna alla sua piccola nipote .Una volta giocando davanti allo specchio vide il suo vero volto cominciò a piangere terrorizzata ,era un demone  lo aveva visto ne era certa e l'immagine la perseguitò per parecchio tempo  e anche adesso rivede il viso sfigurato dalla cattiveria ,era una premonizione ma allora non ci fece caso .
Il collegio delle suore Zitine a Lucca  lo ricordava molto bene .Solitudine ,ma non capiva, ancora una volta non capiva perché l'avevano portata in un orfanatrofio in fondo il papà lo aveva  ,già...ma la mamma era di cartone !
File di lettini ,la notte c'era una piccola luce che rischiarava il buio  ,forse per fugare i mostri creati dal sonno ,c'era un vaso da notte  nel mezzo della stanza per fare la pipì se scappava dovevano essere silenziosi quei piccoli piedini . 

 

1 commento:

Lui

Lo aveva conosciuto quando serviva al bar ,era un ragazzo più giovane scherzavano ,giocavano e lei lo voleva ;aveva bisogno di aria fresca...